Risonanza magnetica

Analisi articolazioni

risonanza magnetica

Lo studio del dott. Tirelli esegue risonanze magnetiche usando ARTOSCAN C , strumento di risonanza dedicata allo studio Osteo-Articolare, per la diagnosi di tutte le patologie Muscolo-Scheletriche. Esegue la risonanza magnetica a ginocchio, caviglia, piede, gomito, polso, mano, avambraccio.



APPARECCHIATURA UTILIZZATA: ESAOTE ARTOSCAN C

Che cos'è?

La Risonanza Magnetica con apparecchiatura ArtoScan è un’indagine diagnostica che utilizza un magnete “aperto” a basso campo, producendo immagini a strati sottili ed orientate su più piani spaziali, con elevato contrasto e risoluzione.


La sua caratteristica fondamentale è la mancanza di radiazioni ionizzanti, per cui l’esame, contrariamente alla TAC, non comporta il rischio di danni biologici all’organismo.
Inoltre è assente ogni sensazione di claustrofobia in quanto il paziente siede su una poltrona-lettino ed introduce solo l’arto in esame all’interno del magnete.

L'esame, quindi, non richiede alcun tipo di preparazione preliminare, non provoca nessun dolore o fastidio e dura circa 20 minuti.
É controindicata unicamente in pazienti portatori di uno stimolatore cardiaco (pace-maker) o di protesi metalliche nella sede in esame.

A cosa serve?

La Risonanza Magnetica Settoriale è dedicata allo studio Osteo-Articolare, per la diagnosi di tutte le patologie Muscolo-Scheletriche delle articolazioni di Ginocchio, Caviglia, Piede, Gomito, Polso e Mano.

Essa rappresenta ad oggi l'indagine di riferimento (gold standard) per lo studio dell'apparato locomotore, in quanto è la più approfondita e completa tra le tecniche disponibili.

Permette di esplorare le articolazioni in tutti i piani dello spazio e di definire con grande precisione le relative strutture muscolo-tendinee ed ossee e viene impiegata con successo per ottenere immagini dettagliate della componente muscolo-tendinea, legamentosa, cartilaginea e scheletrica.


Un esempio tipico delle sue applicazioni è l’esame del ginocchio che mette in evidenza sia le componenti scheletriche femoro-tibio-rotulee che le strutture come menischi, legamenti crociati e collaterali, sede di frequente patologia e non visualizzabili con altre metodiche di imaging.

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